D.mare | numero 36 | luglio 2018

D.mare | numero 36 | luglio 2018 - D.MARE.ONLINE

Esplode l'estate, tempo di mietitura e frutta matura
Terza estate per D.mare, tre anni in cui abbiamo voluto raccontare il meglio che c’è in questa nostra regione. Le curiosità, le novità, le mode e i personaggi capaci di incidere nella realtà marchigiana. Arte, cultura, spettacolo e divertimento. Le bellezze del mare e quelle della montagna ferita. Facendo parlare i sindaci del terremoto, che si battono per riuscire a recuperare un po’ di normalità nei loro territori, e gli operatori che nel commercio e nella ristorazione rilanciano per battere la crisi. Ed eccoci arrivati a luglio, il mese in cui l’estate si manifesta in maniera prorompente. In latino “aestas” viene dal verbo “aestare”che significa “avvampare”. È il tempo in cui tutti i frutti della terra maturano, compreso il grano che viene mietuto all’inizio della stagione. Questo genere di lavoro agricolo, è ricco di sacralità e conseguenti riti, di cui si ha traccia in tutte le popolazioni antiche. Alla base di questo aspetto religioso c’è la credenza che nel raccolto si manifestasse una forza sacra che era chiamata “il Vecchio” dagli Arabi, mentre dalle popolazioni germaniche e inglesi era definita “Regina del Grano” o “Madre della Spiga”. Si pensava che col procedere della mietitura, lo “spirito del grano” indietreggiasse fino all’ultimo covone. Nelle ultime spighe si incarnava la sua forza attiva,
                                                                               e perciò era tradizione mescolare una parte di queste alle
                                                                               sementi autunnali, in modo tale da permettere un buon
                                                                               raccolto per il futuro. E guardando le spighe piegarsi
                                                                               al vento è facile suggestionarsi all’idea di uno spirito
                                                                               che le animi. • m.r.

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D.mare | numero 35 | giugno 2018

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Mare e grano a giugno, mese del sole
Giugno porterà finalmente il sole? Speriamo. Dopo questa primavera capricciosa, nuvolosa e freddina, il mese del solstizio dovrebbe illuminarci e scaldarci.C’è voglia di mare e di giornate all’aperto, senza portarsi dietro l’ombrello. Dicono sarà un’estate indecisa, molto variabile, e già ne abbiamo avuto un assaggio, con un caldo afoso e il cielo pieno di nubi. Che ci ha comunque indotto a un look ormai estivo. In questo mese il porto di Ancona sarà sede di un’importante cerimonia per il centenario dell’impresa di Premuda, ad opera di Luigi Rizzo. E ancora nello scalo dorico il 14 torna Ticiporto, alla sua terza edizione, sempre a Molo Rizzo, (di cui sopra), con tante novità ed appuntamenti sempre più prestigiosi. Chiudono le scuole, e per alcuni è tempo di esami, mentre altri iniziano le lunghe vacanze. Chi può progetta viaggi, a giugno si spende meno e si godono spiagge e montagne poco affollate. La sera si esce in cerca di spettacoli all’aperto e cene con gli amici. In campagna, come recita il celebre detto, si taglia il grano: “a giugno la falce in pugno”. • m.r.

 

 

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D.mare | numero 34 | maggio 2018

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Maggio, il mese della luce
Maggio ha già il sapore dell’estate, il sole è caldo, e c’è tanta voglia di mare. Ma sono belle anche le passeggiate in campagna così colorata di fiori e satura di profumi. Con i suoi 31 giorni maggio è il secondo mese della stagione primaverile, che entra in questo periodo nella sua fase di massima espressione, riflesso della crescente esposizione della natura alla luce solare, destinata a toccare il culmine nel solstizio d'estate del 20-21 giugno. Di conseguenza le giornate si allungano e il clima è decisamente più mite. Un aspetto che giustifica la consuetudine presso i popoli antichi di dedicare questo mese a divinità legate alla luce. Infatti i romani lo associavano ad Apollo mentre i Celti al "fuoco luminoso", metafora del risveglio della natura, celebrato con la festa di Beltane (o Beltaine), termine che in irlandese indica il mese stesso. Finalmente via la lana e le calze, largo a tessuti leggeri e colorati. Si ha la voglia di comprarsi qualcosa di nuovo, per salutare la stagione che verrà. • m.r.

 



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D.mare | numero 33 | aprile 2018

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Aprile, il mese della bellezza e del famoso pesce
 E siamo ad aprile. L’anno avanza e dopo un marzo quasi invernale, dovremmo scaldarci con un po’ di sole. Incerta l’origine del nome aprile. C’è chi lo fa risalire all’etrusco Apro, chi al greco  Afrodite, la dea della bellezza, chi ancora al latino aperire, per indicare il mese in cui si schiudono le gemme. È comunque il periodo della ripartenza, dopo il freddo e i cieli grigi, la luce più intensa ci dà la voglia di vivere, di cambiare qualcosa e uscire dalla routine che uccide ogni entusiasmo. E si cominciano questi trenta giorni con la voglia di giocare. Il pesce d’aprile è un rito antico a cui non ci si sottrae. Le ipotesi relative all’origine di questa ricorrenza sono diverse e una delle più plausibili fa risalire la sua nascita tra il 1500 e il 1600. A fine ‘500, infatti, il calendario subì delle variazioni. Con l’editto di Roussillion del 1564 e l’introduzione del calendario gregoriano del 1582, infatti, il nuovo anno venne spostato al primo gennaio. I festeggiamenti per il nuovo anno, che nel vecchio calendario partivano dal 25 marzo e arrivavano al 1 aprile, furono quindi spostati a gennaio e la popolazione dovette adeguarsi. Chi, non ricordandosi del cambiamento del calendario, continuò a celebrare il 1 di aprile una festa ormai inesistente, fu chiamato “lo sciocco d’aprile” e divenne oggetto di scherzi. 
                                                                               Perché pesce? Probabilmente perché abboccano all’amo.
                                                                               La tradizione arrivò dalla Francia in Italia nel 1800
                                                                               e ancora resiste. 
• m.r.

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D.mare | numero 32 | marzo 2018

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Ecco marzo e la voglia di sentirsi più leggeri
Marzo rinascita, colore e luce. L’odore della primavera si sente nell’aria da un po’. Un inverno arrivato in ritardo, ce l’ha messa tutta per interpretare il suo ruolo con freddo e neve abbondante. Eccezionale, in molti casi, fuori dalle regole, come ormai tutto lo è in questo clima impazzito. Così la voglia di calore e colore si è fatta più forte, anche se gli esperti pronosticano che dovremo aspettare. Aspettando faremo festa, l’8 marzo con o senza mimosa è quella della donna. Poco da festeggiare, visto quello che raccontano le cronache, femminicidi a cadenza giornaliera e soprusi, oltre a una parità di genere che appare molto lontana. Un giorno comunque per riflettere sui rispettivi ruoli, dove poco cambia, nonostante i tempi che cambiano. Il 21 primo giorno di primavera, alleggeriremo gli abiti, voglia di sentirci più leggeri. In tutti sensi. Così via al piano di ristrutturazione: dieta e palestra per correre ai ripari prima del bikini e del calzoncino. Ma attenti a Pasqua, tra cioccolate e colombe zuccherose, la dieta toccherà rimandarla. • m.r.

 

 

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